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Strategia nazionale marina

Agli Assessori Regionali all’Ambiente e ai relativi responsabili degli uffici

LORO SEDI

 e p.c.

Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare 

Alla Direzione generale per la protezione della natura e del mare

LORO SEDE

 Via e.mail

 Venezia, 31.12.2012

OggettoStrategia nazionale marina, Direttiva 2008/56/CEProtocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo, Gazzetta ufficiale UE n. L 034 del 04/02/2009. Comunicazione della Commissione UE: Adozione di una strategia ambientale per il Mediterraneo,COM(2006) 475 final

 

Gentili Assessori,

             il recente accordo stipulato con il Ministero dell’Ambiente relativo all’applicazione di una parte importante degli obblighi derivanti dall’introduzione nel nostro ordinamento della Direttiva 2008/56/CE per la definizione di una strategia nazionale marina, determina un passo importante per la difesa dell’ecosistema Mediterraneo.

             Completerebbe il quadro di riferimento per un efficace e razionale sviluppo di questo importante bacino, l’applicazione del “protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere” pubblicato ormai nel 2009:  http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:164:0019:0040:IT:PDF e la “strategia ambientale per il Mediterraneo” adottata nel lontano 2006 dalla Commissione Europea: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2006:0475:FIN:IT:PDF

             Impegni gravosi ma praticabili in capo ai Governi costieri di questo Bacino. Azioni doverose che però, a nostro avviso, trovano una sponda molto efficace nell’Unione per il Mediterraneo che può rappresentare l’unico tavolo riconosciuto e riconoscibile tra Paesi dell’UE e Paesi della sponda sud del Mediterraneo.

             Chiediamo quindi alle Vostre Regioni, già firmatarie dell’accordo ministeriale, di farsi promotrici a livello di conferenza Stato-Regioni affinché anche la strategia ambientale Mediterranea e il connesso Protocollo su richiamato possano essere inclusi, almeno con uno specifico richiamo nell’accordo stesso ovvero possano determinare la stipula formale di un  nuovo accordo. Augurandoci poi che il Governo che si costituirà a marzo, a seguito dell’appuntamento elettorale del 24,25 febbraio 2012 possa sostenere tale lavoro, anche a livello internazionale.

             Per quanto riguarda il Focus della nostra Federazione internazionale, ci permettiamo di riproporre alcuni passaggi di cui vorremmo occuparci, auspicando vivamente di trovare nelle Vostre Regioni una valida e importante sponda:

  1. Strategia Ambientale per il Mediterraneo –“….Le organizzazioni non governative (ONG) svolgono un ruolo chiave per lo sviluppo e l’attuazione della politica ambientale, spesso impegnandosi là dove gli enti statali non possono o non vogliono intervenire. La loro presenza nella regione è tuttavia limitata ed occorre sviluppare la capacità delle ONG di partecipare al dialogo politico. La Commissione intende promuovere lo sviluppo e l’attivazione di reti di ONG regionali ed i contatti tra ONG, al fine di rafforzare la società civile, attraverso lo sviluppo di una strategia regionale coerente e lo scambio di buone pratiche. Si intendono incoraggiare anche le piattaforme nazionali di ONG, nell’ottica di un utilizzo più efficiente dei risultati disponibili della ricerca e per fissare le priorità per la futura cooperazione scientifica. La Commissione intende continuare a porre l’accento sull’apertura e la trasparenza, adoperandosi affinché le sue attività non si limitino a contatti con i soggetti interessati presenti a livello nazionale, ma coinvolgano tutti i partner interessati allo sviluppo e all’attuazione della politica ambientale, quali i poteri locali e regionali, i rappresentanti della società civile e il mondo economico..”
  1. Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo, art. 14 e 15  –“…..Articolo 14 Partecipazione –

1°.    Al fine di garantire una governance efficace nell’intero processo di gestione integrata delle zone costiere, le parti adottano le misure necessarie per garantire l’adeguata partecipazione dei vari portatori di interesse, e segnatamente:

  • delle collettività territoriali e degli enti pubblici interessati,
  • degli operatori economici,
  • delle organizzazioni non governative,
  • degli attori sociali,
  • dei cittadini interessati,
  • alle fasi di elaborazione e attuazione delle strategie, dei piani e programmi o progetti per le zone costiere e marine, nonché al rilascio delle varie autorizzazioni. Tale partecipazione prevede, in particolare, il ricorso ad organi consultivi, indagini o audizioni pubbliche, e può assumere la forma di un partenariato.

2°.    Al fine di assicurare tale partecipazione, le parti forniscono le informazioni in maniera adeguata, tempestiva ed efficace.

3°.    I portatori di interesse che intendono contestare decisioni, atti o omissioni soggetti alle disposizioni in materia di partecipazione stabilite dalle parti in relazione a piani, programmi o progetti riguardanti le zone costiere devono avere accesso a procedure di mediazione o conciliazione e a possibilità di ricorso amministrativo o giurisdizionale.

c.       Articolo 15 – Sensibilizzazione, formazione, istruzione e ricerca

1°.    Le parti si impegnano a realizzare, a livello nazionale, regionale o locale, attività di sensibilizzazione sulla gestione integrata delle zone costiere e a sviluppare pertinenti programmi educativi e attività di formazione e pubblica istruzione su questo tema.

2°.    Le parti organizzano, direttamente, nell’ambito di una cooperazione multilaterale o bilaterale o con l’aiuto dell’organizzazione, del centro o delle organizzazioni internazionali interessate, programmi educativi e attività di formazione e pubblica istruzione sulla gestione integrata delle zone costiere intesi a garantirne lo sviluppo sostenibile.

3°.    Le parti promuovono la ricerca scientifica interdisciplinare sulla gestione integrata delle zone costiere e sulle interazioni tra le attività e il loro impatto sulle zone costiere. A tal fine esse devono istituire o sostenere la creazione di centri di ricerca specializzati. Tale ricerca è finalizzata, in particolare, ad approfondire le conoscenze sulla gestione integrata delle zone costiere, a contribuire all’informazione del pubblico e ad agevolare il processo decisionale a livello pubblico e privato.

            In attesa di un gradito riscontro si inviano molti cordiali saluti e auguri per un anno positivo e proficuo.

 

Il Presidente dell’Assemblea dei Soci e per le Relazioni Internazionali

Roberto Russo

 

 

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