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COMUNICATO STAMPA prima riunione dell’ufficio a guida italiana dell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (Ap-UpM) appello ai Parlamentari italiani per avviare e sostenere: una nuova Governance destinata a favorire lo sviluppo economico e la lotta alla povertà duratura e sostenibile con la creazione di uno ”STRUMENTO DI LAVORO PER IL COINVOGLIMENTO ATTIVO DEGLI ATTORI SOCIALI NEL MEDITERRANEO MAR NERO”

In occasione della prima riunione dell’ufficio a guida italiana dell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (Ap-UpM) che, si svolgerà al Senato della Repubblica, lunedì 11 luglio, il più ampio e diffuso network dedicato a sviluppare iniziative per lo sviluppo socio economico sostenibile e di lotta alla povertà: FISPMED NETWORK – Federazione Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile e la lotta alla povertà nel Mediterraneo Mar Nero, promuove tra i parlamentari italiani uno specifico appello

Il network Fispmed invita i Parlamentari, sensibili e consapevoli che, in un momento storico come quello attuale, non basta enunciare principi e ribadire valori ma occorre praticarli e creare strumenti di lavoro per sostanziare un dialogo e un partenariato costante con le società civili di questo importante bacino. La difesa e valorizzazione dell’ambiente, lo sviluppo e la lotta alla povertà sono infatti tra i pochi temi che unisce e non divide l’opinione pubblica.

L’appello apre con questa considerazione: Il Mare Mediterraneo è un’area che, nonostante le difficoltà e le incomprensioni che oggettivamente continuano ad attraversarla, ha tutte le potenzialità per essere un fattore di pace, stabilità e dialogo tra religioni e culture. A dirlo è la storia perché nel corso dei secoli, nonostante guerre e scontri, il Mare nostrum è stato anzitutto il luogo privilegiato dell’incontro tra culture e religioni diverse. Oggi più che mai, in una fase storica segnata da reciproche diffidenze e incomprensioni tra Occidente e Oriente, tra Europa e mondo arabo, è necessario che tutti i Paesi mediterranei si uniscano nel tentativo di superare le divisioni.

L’appello prosegue: Occorre sostenere quindi un partenariato globale euro-mediterraneo-Mar Nero per uno sviluppo sostenibile, economico, sociale e ambientale, al fine di trasformare questo bacino in uno spazio comune di pace, di stabilità e di prosperità attraverso il rafforzamento del dialogo politico e sulla sicurezza.

Il nostro Paese deve dotarsi di conseguenza di uno strumento che concretizzi, in sintonia con la politica estera in materia di ambiente e sviluppo, la componente ambientale e territoriale nel processo di dialogo e di costituzione di riferimenti sociali ed economici nell’area euro-mediterranea. Dobbiamo sostenere l’istituzione di un Osservatorio euro-mediterraneo-Mar Nero per promuovere l’informazione e la partecipazione alle politiche ambientali e azioni di sviluppo economico sostenibile locale.

L’Osservatorio dovrà svolgere attività di promozione della ricerca e favorire lo scambio di pratiche di sostenibilità attraverso un nuovo uso dell’informazione (nel senso lato del termine) e lo sviluppo di meccanismi di coinvolgimento delle comunità locali. L’Osservatorio sarà uno strumento concreto per l’attuazione operativa di quanto definito nell’ambito delle decisioni sancite dal Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, tenutosi a Johannesburg dal 26 agosto al 4 settembre 2002, per le azioni relative al partenariato per lo sviluppo sostenibile. Il disegno di legge si prefigge anche di sostenere le iniziative che si sono svolte dal 2005, anno internazionale dedicato al Mediterraneo e alla revisione e all’aggiornamento del Protocollo di Barcellona, sancito dalla Conferenza ministeriale euro-mediterranea tenutasi a L’Aja il 29-30 novembre 2004.

L’Osservatorio dovrà mettere concretamente in atto quanto richiamato dalla Dichiarazione di Roma per l’Unione mediterranea, approvata dai Governi italiano, francese e spagnolo il 20 dicembre 2007, che così recita: «Il valore aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo consisterà innanzitutto nell’impulso politico che saprà imprimere alla cooperazione mediterranea e alla mobilitazione delle società civili, delle imprese, degli enti locali, delle associazioni e delle ONG» e quanto approvato da parte delle Nazioni Unite dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile e dei relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese) nel settembre 2016, da raggiungere entro il 2030, rappresenta un evento storico da più punti di vista: a partire dalla necessità di un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura.

 

Con preghiera di diffusione e pubblicazione

Per info: 3455370728

 

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