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Accolti i suggerimenti della Fispmed ONLUS

La seduta della Commissione esteri e comunitari della Camera dei Deputati ha approvato in data 16 luglio 2013 due documenti, il primo relativo alla:  Comunicazione congiunta della Commissione europea e della Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza – Politica europea di vicinato: contribuire a un partenariato più forte.  JOIN(2013) 4 final. Documento che condividiamo pienamente e di cui ci rallegriamo fortemente.

Il documento tra l’altro riprende alcune indicazioni segnalate ai Deputati dalla Fispmed ONLUS, i passaggi significativi sono segnalati in grassetto:

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La III Commissione,
esaminata la Comunicazione «Politica europea di vicinato: contribuire ad un partenariato più forte», presentata il 20 marzo 2013 dall’Alto rappresentante e dalla Commissione europea;
riaffermato che la PEV è infatti uno degli assi portanti delle relazioni esterne dell’Unione europea, ma è al tempo stesso decisiva anche per la sua realtà interna;
sottolineata la positività dell’approccio globale alla politica estera della PEV che si avvale di tutti gli strumenti e di tutte le politiche a disposizione della UE e si fonda sulla collaborazione sia interna sia internazionale;
evidenziato che una politica di vicinato efficace richiede, in particolare, la costruzione di una reale politica estera e di sicurezza dell’UE, in quanto soltanto un’azione unitaria, autorevole e forte dell’Unione negli scenari critici che interessano le regioni vicine può creare i presupposti per la stabilità, la crescita democratica e l’instaurazione dello stato di diritto;
condiviso il principio del «more for more», in base al quale gli aiuti sono incrementati sulla base dei progressi compiuti sulla strada delle riforme, secondo un approccio incentivante che tenga in debito conto le specifiche condizioni iniziali di ciascun Partner e il contesto in cui i progetti di riforma si inseriscono;
preso atto della carenza delle politiche messe in atto e dei limitati risultati ottenuti in entrambi i contesti geografici di riferimento, anche se l’evoluzione di ciascun paese si rivela particolarmente differenziata;
lamentata la discriminazione culturale e sociale della comunità LGBT e delle donne, le seconde continuando ad essere un grave problema soprattutto nel vicinato meridionale, benché esse abbiano partecipato attivamente alla primavera araba;
sottolineato il rischio di regressione che può essere attenuato soltanto in virtù di un esame rigoroso degli impegni di riforma a favore di trasformazioni democratiche per costruire solide democrazie, partnership di cittadinanza e società civile, sviluppo sostenibile ed inclusivo;
tenuto conto che la stabilità sociale e la transizione verso la democrazia di gran parte dei Paesi vicini potrebbero essere compromessi dal ritardo nella ripresa economica, dal forte livello di disoccupazione, soprattutto giovanile, e le disparità socioeconomiche, determinati non soltanto dalla situazione economica mondiale ma anche dall’instabilità politica e dai conflitti;
rilevato che la PEV funziona soltanto in presenza di una volontà di riforma e laddove la società svolge un ruolo attivo, in quanto valori, modelli di Governo o riforme non possono essere imposti dall’esterno ma attecchiscono solo se fatti propri dai cittadini;
auspicato un ruolo più incisivo dell’UE nell’affrontare i conflitti che affliggono la regione, con particolare riferimento alla questione israelo-palestinese ed alla crisi siriana;
ritenuta l’opportunità che nell’ambito del negoziato sulla proposta di regolamento che istituisce uno strumento europeo di vicinato (COM(2011)839) presentata il 7 dicembre 2011, in relazione al quadro finanziario 2014-2020, sia assicurata l’assegnazione di risorse più significative al partenariato meridionale;
esprime una valutazione favorevole, impegnando il Governo
a sostenere in sede europea l’esigenza di conservare alla PEV il quadro finanziario previsto per il periodo 2014-2020, esentandolo dai tagli che colpiranno le relazioni esterne, nel rispetto dell’equilibrio a suo tempo stabilito che destina i due terzi delle risorse al vicinato meridionale ed un terzo a quello orientale;
a promuovere l’effettiva utilizzazione dei fondi messi a disposizione dalla BEI e dalla BERS;
a vigilare affinché sia assicurata una attenzione prioritaria, nell’attuazione della PEV, alla tutela dei diritti umani, alla libertà di espressione, di associazione e di riunione, alla libertà religiosa, al ruolo della società civile e dei sindacati nonché alla discriminazione culturale e sociale;
a verificare che il principio del more for more sia applicato tenendo conto dei progressi in tutti gli ambiti delle riforme previste dalla PEV;
a contribuire a rafforzare la dotazione dei fondi per la democrazia e per la società civile;
sia assicurato l’impegno ad affrontare il tema della politica di integrazione regionale (come, ad esempio, nella regione maghrebina), e anche con riferimento alle politiche di mobilità che riguardano l’immigrazione regolare e la cosiddetta «immigrazione circolare» (per motivi di studio e di lavoro);
a dare impulso alla stipula ed alla ratifica degli accordi di associazione non ancora in vigore;
a rafforzare la cooperazione in settori quali il commercio, l’energia e i trasporti, utilizzando in modo adeguato gli strumenti di politica commerciale comune e sviluppando ulteriormente la dimensione esterna del mercato interno, della politica energetica e climatica, delle reti transeuropee, anche prolungando gli assi prioritari delle reti di trasporto verso i Paesi vicini, e delle altre politiche di settore;
a promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini dei Paesi vicini ai programmi dell’UE in materia di istruzione, garantendo, in particolare, una maggiore disponibilita` di borse di studio universitarie (Erasmus mundus) e di scambi;
a far sì che il Servizio europeo per l’azione esterna, nel quadro della revisione del suo funzionamento previsto per il 2014, partecipi alla PEV in modo più coordinato ed incisivo anche verificando la validità e l’efficacia di metodi e strumenti di intervento;
a svolgere un ruolo attivo nel vicinato per ricercare e promuovere – a partire dalla ripresa del negoziato israelo-palestinese – la soluzione dei conflitti che costituiscono un grave ostacolo per realizzare riforme democratiche e promuovere uno sviluppo inclusivo e sostenibile; 
ad appoggiare la prossima presidenza lituana nel favorire il successo del vertice del Partenariato orientale che si terrà a Vilnius;
a impegnarsi per rilanciare, in occasione della presidenza italiana, la politica mediterranea dell’UE, superando l’impasse dell’Unione per il Mediterraneo.

_________________________

Il secondo relativo:

Programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 e relativi allegati.

(COM(2012)629 final).

Programma di diciotto mesi del Consiglio dell’Unione europea per il periodo 1o gennaio 2013-30 giugno 2014.

(17426/12)

Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, relativa all’anno 2013 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La III Commissione (Affari esteri e comunitari),
concluso l’esame congiunto del Programma di lavoro della Commissione per il 2013 (COM(2012)629 final), del Programma di diciotto mesi del Consiglio dell’Unione europea per il periodo 1o gennaio 2013 – 30 giugno 2014 (17426/12) e della Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, relativa all’anno 2013 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1), assegnati alla Commissione Politiche dell’Unione europea per l’esame ai sensi dell’articolo 126-ter del Regolamento;
preso atto che i predetti documenti vengono esaminati con notevole ritardo, a causa dell’intervenuto scioglimento delle Camere, per cui si rende necessario valutarli alla luce dei successivi sviluppi;
segnalato, a seguito del Consiglio europeo di fine giugno, il persistente rilievo prioritario del completamento del sistema di governance economica europea con particolare riferimento ai profili della costruzione di un’autentica Unione economica e monetaria, ma anche bancaria e fiscale, così da consentire di implementare strategie volte a promuovere la crescita e l’occupazione;
preso atto che il Consiglio europeo di fine giugno ha riaffermato la sinergia tra promozione della crescita e risanamento di bilancio;
condiviso l’obiettivo indicato dal Governo di contribuire attivamente alla progressiva elaborazione di un’autentica politica estera comune che consenta all’UE di parlare con una sola voce su tutte le principali questioni dell’agenda globale specialmente quelle relative al vicinato meridionale, all’area balcanica oltre alle altre crisi regionali;
manifestata viva soddisfazione per l’adesione della Croazia all’UE lo scorso 1o luglio e per l’impegno preso dal Consiglio europeo di aprire entro l’anno il negoziato per l’adesione della Serbia;
osservato che il rallentamento del negoziato di adesione con la Turchia sta influenzando negativamente l’evoluzione politica interna ed esterna di quel Paese;
riaffermato che la PEV è infatti uno degli assi portanti delle relazioni esterne dell’Unione europea, ma è al tempo stesso decisiva anche per la sua realtà interna;
sottolineato che la dimensione esterna è fondamentale per promuovere la crescita e la competitività dell’UE nel suo complesso;
rilevata positivamente la novità che ha portato per la prima volta nello scorso 29 novembre 2012 il Ministero degli affari esteri italiano a vedersi accreditato dalla Commissione europea per la gestione di programmi di cooperazione allo sviluppo finanziati sugli strumenti di azione esterna dell’UE;
auspicato che il Consiglio europeo straordinario sulla difesa comune del prossimo dicembre sia l’occasione per attualizzare i principi cardine della PSDC: l’integrazione dell’approccio civile e militare alla pianificazione e gestione delle missioni; l’individuazione di un nuovo processo europeo di pianificazione della difesa; la valorizzazione delle forze multinazionali e la ricerca di nuove forme di finanziamento comune; l’aggancio degli investimenti per la difesa alle strategie pro-crescita; lo sviluppo di un mercato unico per la difesa e l’allargamento della collaborazione nella formazione militare europea;

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
sia predisposta ogni iniziativa politica ed amministrativa volta a rendere la presidenza di turno dell’Italia nel secondo semestre del prossimo anno capace di dare un impulso decisivo ai necessari sviluppi dell’integrazione europea, nell’ottica dell’Unione politica, economica, fiscale e bancaria;
l’Italia contribuisca a fare del 2014, anche nell’esercizio della presidenza di turno nel secondo semestre, l’anno di svolta nel processo di integrazione dell’Europa sud-orientale, nel ricordo del primo centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale, nonché nel rilancio del dialogo euro-mediterraneo;
sia rafforzato il ruolo di coordinamento dell’azione esterna dell’Unione europea che il Trattato di Lisbona ha affidato all’Alto rappresentante/Vice presidente della Commissione;
sia ottimizzato l’impiego dei diversi strumenti PESC-PSDC a disposizione dell’UE (misure restrittive, rappresentanti speciali e delegazioni dell’UE, capacità civili e militari per la gestione delle crisi) al fine di sviluppare in ogni area il cosiddetto comprehensive approach;
sia avviata la revisione del SEAE, migliorando le sinergie tra le delegazioni dell’UE e le rappresentanze degli Stati membri, sia sotto il profilo dello scambio di informazione che di quello della condivisione di immobili e servizi per contenere i costi di funzionamento, nonché garantendo efficienza e trasparenza nelle procedure di selezione dei funzionari e di assegnazione degli incarichi apicali;
il quadro finanziario previsto per la Politica europea di vicinato per il periodo 2014-2020 sia esentato dai tagli subiti dalle relazioni esterne, nel rispetto dell’equilibrio a suo tempo stabilito che destina i due terzi delle risorse al vicinato meridionale ed un terzo a quello orientale;
sia promossa una nuova iniziativa politica europea nel Mediterraneo e sia assicurato il massimo impegno italiano in vista di partenariati rinnovati con Paesi rivieraschi al fine di contribuire significativamente ai processi democratici in corso; 
sia dato impulso ai negoziati degli accordi di libero scambio con paesi e regioni di importanza strategica;
si porti avanti l’Agenda globale post-2015 di cui alle Conclusioni del Consiglio del 25 giugno 2013.

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