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L’UNIONE PER IL MEDITERRANEO E LA NUOVA GOVERNANCE AMBIENTALE PER IL BACINO MEDITERRANEO MAR NERO.

logo Assemblea Parlamentare per l'Unione per il Mediterraneo

La nascita dell’Unione per il Mediterraneo avrebbe dovuto configurare uno strumento di governance anche per le politiche di sviluppo e dell’ambiente, malauguratamente i continui rinvii e le conseguenti indecisioni stanno rendendo vacua questa istituzione. Al contrario l’Unione per il Mediterraneo potrebbe diventare un luogo insostituibile di dialogo e di promozione di interventi concreti ed efficaci per lo sviluppo socio-economico del Bacino Mediterraneo.

L’Unione per il Mediterraneo infatti potrebbe consentire:

o        una mobilitazione politica periodica al più alto livello con i Vertici di capi di Stato e di governo;

o        una governance su base egualitaria incarnata da una copresidenza nord-sud e una segreteria permanente paritaria;

o        una priorità data ai progetti concreti di dimensione regionale creatori di una solidarietà di fatto.

 

L’Unione, che dovrebbe favorire la crescita, l’occupazione, la coesione regionale e l’integrazione socioeconomica in settori come l’ energia e la sicurezza energetica, l’ambiente, la protezione civile, i trasporti e l’istruzione, potrebbe sostanziare concretamente il proprio ruolo innovativo e pilota sullo scenario internazionale dotandosi di un documento strategico generale di lavoro che possa ricomprendere le recenti indicazioni elaborate dalla riunione allargata dei Ministri dell’Ambiente del G8 e descritti nella “carta di Siracusa” e nel documento approvato dal Consiglio Europeo: “Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:034:0019:0028:IT:PDF”.

 

La politica ambientale deve assumere un approccio innovativo e cercare nuovi modi di collaborare con un ampio spaccato della società.

Occorre migliorare l’applicazione della legislazione ambientale esistente. Alla verifica del sistema legale internazionale deve essere abbinato un supporto alle buone prassi e una politica di informazione pubblica. Infatti le odierne sfide ambientali impongono di guardare oltre l’approccio strettamente normativo e di assumere un strategia su più fronti capace di indurre i necessari cambiamenti dei nostri modelli di produzione e consumo. Dobbiamo mettere a profitto tutta una serie di strumenti e misure che ci permettano di influenzare le decisioni operate da imprese, consumatori, cittadini e responsabili delle politiche in altre aree, come accade ad esempio per le decisioni in materia di pianificazione e gestione territoriale, prese a livello locale.

 L’integrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche va approfondita: vale a dire che tutte le iniziative politiche dell’Unione dovranno essere analizzate a fondo in questa luce. I progressi dovranno essere misurati mediante appositi indicatori e analisi comparata.

 La collaborazione con il mercato attraverso le imprese e gli interessi dei consumatori contribuirà a creare modelli di produzione e consumo più sostenibili: non si tratta semplicemente di penalizzare le imprese inadempienti, ma di introdurre regimi che permettano di premiare i migliori; di informare i consumatori perché possano scegliere i prodotti più ecologici orientando così il mercato in una certa direzione; di sopprimere i sussidi pubblici a favore di pratiche nocive per l’ambiente; di incoraggiare le imprese ad innovare,magari cogliendo le opportunità offerte dall’uso, dallo sviluppo e dalla diffusione di tecnologie pulite.

 I singoli cittadini operano quotidianamente decisioni che hanno un impatto diretto o indiretto sull’ambiente: un’informazione di miglior qualità e più facilmente accessibile in materia di ambiente e di questioni pratiche contribuirà a plasmarne le opinioni e quindi ad influenzarne le decisioni.

 Le decisioni in materia di assetto e gestione territoriale possono esercitare un forte influsso sull’ambiente, poiché possono frammentare le aree rurali ed esercitare

pressioni sulle aree urbane e costiere. L’Unione per il mediterraneo potrà fornire un utile supporto promuovendo le buone prassi.

Questi approcci dovranno applicarsi lungo tutto lo spettro delle tematiche ambientali.

Il tema della partecipazione, dell’accesso all’informazione e della comunicazione ambientale ai fini di una buona governance rappresenta un riferimento sempre più presente nel quadro normativo e programmatico comunitario, internazionale e nazionale sullo sviluppo sostenibile. Il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini e dei diversi attori della società è fondamentale per migliorare la qualità delle politiche pubbliche e i processi decisionali, integrando gli apporti dei cittadini nella definizione delle stesse. Esso si colloca nel più generale quadro delle trasformazioni della politica democratica, poiché rappresenta la risposta delle istituzioni – in questo contesto delle amministrazioni – alla crescente domanda di trasparenza e di apertura dell’operato pubblico.

I temi dell’informazione e della partecipazione dovrebbero costituire uno degli argomenti centrali del dibattito comunitario e nazionale sulla Governance dell’Unione per il Mediterraneo.

Un riferimento ormai affermato in tal senso è Il Libro Bianco sulla Governance che sottolinea: ”La qualità, la pertinenza e l’efficacia delle politiche dipendono dall’ampia partecipazione che si saprà assicurare lungo tutto il loro percorso, dalla prima elaborazione all’esecuzione. Con una maggiore partecipazione sarà possibile aumentare la fiducia nel risultato finale e nelle istituzioni da cui emanano tali politiche” (COM/2001/0428 def.).

La capacità di apertura delle istituzioni pubbliche, di rendere trasparenti i processi decisionali innescando meccanismi di coinvolgimento dei cittadini e dei diversi attori della società civile è alla base del nuovo modo di concepire l’azione pubblica e riflette lo scenario diverso in cui oggi si guarda al processo di elaborazione delle politiche, improntato appunto a quei principi di trasparenza, apertura, partecipazione, che, secondo l’Unione Europea, definiscono la buona governance.

Lo sviluppo di questi temi si può collocare all’interno del più ampio processo di evoluzione dal concetto di government a quello di governance, in risposta ad un deficit attuativo delle politiche pubbliche, che ha lasciato emergere la necessità di innovazione dei modelli di governo e di riforma delle Pubbliche Amministrazioni.

 

Affrontare questi temi significa toccare diversi argomenti sotto diversi profili, dall’evoluzione del rapporto tra amministrazioni e cittadini, al miglioramento della qualità delle politiche pubbliche, al rafforzamento della cittadinanza, alla coesione sociale, allo sviluppo sostenibile.

E’ in questo ultimo ambito che l’informazione e la partecipazione rivestono particolare rilevanza, poiché riguardano l’ambiente, e toccano quindi uno dei diritti principali dell’individuo, il diritto alla salute e ad un ambiente sano e, in definitiva, ad una migliore qualità della vita.

L’importanza crescente dell’informazione ambientale e, in una dimensione più ampia, della partecipazione, si lega a diversi fattori strettamente collegati tra loro e riconducibili in varia misura, oltre che alla complessità poste dalle questioni che riguardano l’ambiente e la sostenibilità dello sviluppo, ai mutamenti del quadro istituzionale:

  •  evoluzione del quadro istituzionale: sviluppo della normativa ambientale che obbliga gli stati e le amministrazioni locali a conoscere, monitorare e diffondere informazioni sullo stato dell’ambiente
  •  accresciuta sensibilità dei cittadini intorno ai temi ambientali (legata ad una maggiore possibilità di informazione, a sua volta dovuta ad un aumento delle notizie relative a questi argomenti, sebbene perlopiù legate a situazioni di emergenza).
  •  necessità di conoscenza per la definizione delle politiche ambientali
  •  necessità di conoscenza per la pianificazione e la valutazione degli interventi
  •  necessità di coinvolgimento dei cittadini e dei diversi soggetti sul territorio per orientare scelte e comportamenti finalizzati ad un minor impatto

L’informazione aumenta la trasparenza dell’amministrazione e le conferisce maggiori responsabilità, ma soprattutto, supporta e migliora la qualità dei processi decisionali.

 

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1 commento

  1. irene ha detto:

    Salve, quando ho fatto per la prima volta un commento su questo blog ho erroneamente spuntato “notifica nuovi commenti via email”… ora purtroppo ogni volta che viene aggiunto un commento ricevo quattro email con lo stesso commento. C’ un modo per annullare questo servizio? Grazie!

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